Il Lecce di Ciccio e Checco

Il Lecce di Ciccio e Checco è già storia. Forse non esistono più le bandiere nel calcio ma gli uomini veri esistono ancora!

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Updated: maggio 20, 2019
Ciccio Cosenza e Checco Lepore (foto Anza e Marco Lezzi)
Ciccio Cosenza e Checco Lepore (foto Anza e Marco Lezzi)

Ciccio Cosenza e Checco Lepore (foto Anza e Marco Lezzi)

LECCE (di M.Cassone) – Non c’è tempo per i sentimentalismi nel calcio, è logico, è ovvio, è banale anche sottolinearlo.

Però c’è spazio per i racconti… perché raccontare storie vere è come tatuare nel tempo le imprese e gli eroi.

E dopo un po’ di giorni dalla memorabile promozione in serie A del Lecce, del doppio salto C – A, delle due meravigliose cavalcate, dopo aver scritto l’ ode di questa straordinaria società, dei suoi calciatori, e di Liverani, vogliamo parlarvi del Lecce di Ciccio Cosenza e Checco Lepore che nel cuore dei leccesi sono più amati del famosissimo cartone “Holly e Benji” nel mondo.

Vogliamo parlare del loro amore per il Lecce perché da quell’amore è nata poi la squadra che ha agguantato la serie A.

Una menzione a parte merita anche Beppe Torromino, serio, impeccabile, onesto e leale, ma anche tutti gli altri che si sono intervallati nei difficili anni della serie C ma qui vogliamo parlarvi di due capitani con la C maiuscola.

Due uomini onesti verso la maglia, verso Lecce, verso la società, due persone che hanno tenuto chiusa la porta dello spogliatoio anche quando poteva aprirsi all’improvviso e sbattere, l’hanno tenuta chiusa, e all’interno ci hanno messo grinta, carisma e autorevolezza.

Anche quando scendevano in campo contro la Lupa Castelli, il Martina Franca, il Melfi, la Vibonese, il Fondi e la Sicula Leonzio, lo facevano con la stessa voglia e passione di una finale di Coppa dei Campioni, eppure quel “Lepore e quel Cosenza” erano di ben altra categoria, non erano certo da serie C, avevano collezionato presenze e fasce da capitano anche in B, ma in modo silente hanno combattuto nel fango, anche col sangue oltre che col sudore, e alla fine ci sono riusciti (insieme a tutti gli altri ovviamente); ci sono riusciti a portare la squadra in B, lo hanno fatto combattendo da gladiatori, e da quel momento in poi hanno continuato a remare sempre verso la stessa direzione, rispettando le linee guida dettate da un mister intelligente e concreto che ha regalato la A ai tifosi.

Ciccio Cosenza e Checco Lepore (foto Anza e Marco Lezzi)

Ciccio Cosenza e Checco Lepore (foto Anza e Marco Lezzi)

Mai un mugugno Ciccio e Checco, mai un problema, anzi ad ogni problema per loro c’era una soluzione… Ciccio e Checco fanno parte di questa favola antica che nasce nel fango e poi spicca il volo verso il paradiso.

Una volta in paradiso però bisogna voltarsi indietro e ricordare da dove si è partiti. Dalla C alla A. Questa promozione è la promozione del Lecce di Ciccio e Checco.

Tutto passa e si trasforma in ricordi, ci sono ricordi brutti che sbiadiscono col tempo mentre ci sono ricordi belli che restano vividi, entrambi però restano tatuati tra le pieghe di un futuro tutto da scrivere.

Il Lecce di Ciccio e Checco è già storia. Forse non esistono più le bandiere nel calcio ma gli uomini veri esistono ancora!

E tra tantissimi anni questa favola potrebbe iniziare così: c’era una volta il Lecce di Ciccio e Checco…

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Pubblicato il: 20 maggio 2019

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