Adesso serve il branco per sbranare le difficoltà

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Massimo Coda, Lecce-Cittadella (foto P.Pinto)

LECCE (di M.Cassone) – Lecce-Cittadella 1-3. E adesso che si fa? Come si reagisce dopo una sconfitta che conferma ancora una volta un trend casalingo negativo e lo fa nel momento in cui serviva una sterzata? Bisogna respirare forte e ripartire immediatamente, pensando che comunque la fortuna non ha ancora voltato le spalle visto che la classifica sorride ancora.

Quella col Cittadella è una sconfitta figlia delle contraddizioni dell’intera stagione giallorossa. Salite ardue, imprese, scivoloni, incredibili e discese a picco e poi ancora risalite, questo è il Lecce di Corini, piaccia oppure no, questo è il Lecce del mister di Bagnolo Mella che ha il grande merito di aver trasformato una “Babele” di lingue, culture, aspirazioni, tradizioni, in uno spogliatoio, in gruppo di ragazzi che hanno regalato emozioni forti e che a 270 minuti dalla fine del torneo si ritrovano al secondo posto e col destino nelle proprie mani e devono solo fare attenzione a non farlo scivolare dalle mani.
Dunque i meriti del mister sono tantissimi ma, comunque vada a finire questo campionato, rimarrà sempre un dubbio e qualche domanda: la fase difensiva, i movimenti della difesa, le qualità dei singoli, potevano essere gestite in maniera diversa? È evidente che i gol subiti (42) sono tanti, tantissimi, per una squadra che recita un ruolo importante, lo dimostra il fatto che tra le prime 9 in classifica quella giallorossa è la difesa più battuta.
Non è il tempo di trovare colpevoli, assolutamente no, ma è sempre tempo di riflettere, è sempre tempo per ragionare. Ci sono Dermaku e Pisacane, due calciatori con esperienza in serie A che forse possono tornare utili in un momento in cui servono calma e sangue freddo, furbizia, fisico, e destrezza.
La rosa costruita da Corvino, che ha realizzato un capolavoro, è abbastanza eterogenea, ed ha tutte le carte in regola per fare questo salto ma potrebbe non bastare avere l’attacco più forte del campionato (65 gol realizzati) con il bomber del torneo che continua a segnare, se poi si incassano gol evitabili.

Non subire reti (possibilmente) nelle prossime tre gare (Monza, Reggina, Empoli), vincerne due su tre e sopratutto vincere la finale di martedì con il Monza significherebbe spiccare il volo. Se il Lecce riuscirà a fare questo meriterà di tagliare il traguardo diretto della promozione, altrimenti bisognerà onestamente prendere atto che qualcuno ha meritato di più e bisognerà pensare ai playoff. Onestamente però bisogna aggiungere che chiunque avrebbe messo la firma per ritrovarsi a questo punto della stagione in questa situazione di classifica.

Adesso però è tempo di combattere, la gara di Monza deve essere preparata come fosse la finale della Coppa del Mondo, con le stesse ansie, gli stessi timori ma senza paura, e la stessa rabbia agonistica di chi è cosciente che non avrà una seconda possibilità.  Adesso serve il branco per sbranare le difficoltà.

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