Un miracolo chiamato salvezza

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Foto Anza e Marco Lezzi

LECCE – In modo incredibile, con un finale che non poteva essere pensato, scritto e descritto, da nessuno il Lecce ha vinto.

Una favola moderna. Prendi un gruppo di ragazzi, costruisci la squadra più giovane della serie A, con un budget di meno di 20 milioni compreso il monte ingaggi, mettila nelle mani di un allenatore educato, silenzioso e lavoratore, e gettala nell’arena del massimo campionato nazionale di calcio, e ad una giornata dal termine ottieni la salvezza.

Questa salvezza si chiama miracolo. Il miracolo di Pantaleo Corvino che ancora una volta trasforma il poco in tanto e regala un futuro sempre più roseo al calcio leccese; è il miracolo di una grande società, guidata da un grande presidente e da soci immensi, una società formata da persone perbene e appassionate sempre pronte ad investire proprie risorse per la passione di tutti.

Questa salvezza è il miracolo di Marco Baroni, grande protagonista di una favola diventata realtà.

Marco Baroni fa fuoco con la legna che ha, dopo aver trasformato Strefezza in attaccante esterno, trasforma Baschirotto in difensore centrale, Blin prima in difensore centrale, poi in mezzala, così fa con Oudin vestendolo da interno di centrocampo e regalando nuove opportunità alla squadra.

Marco Baroni ha lavorato in silenzio, prendendosi sulle spalle le critiche di chi, parlando di calcio, comprende solo il pallone che varca la linea bianca, senza mai rispondere o adirarsi, ha sopportato in silenzio il famoso “Baroni abbande” dando prova di grande maturità e ha vinto, ha vinto lui, insieme ai suoi ragazzi.

E Marco Baroni entra nella storia del Lecce, prima da calciatore e poi da allenatore. Ha preso la squadra in B, con un contrattato annuale l’ha riportata in A, in A ha firmato un altro contratto annuale scommettendo su se stesso e sulla rosa più giovane del campionato ed ha disegnato un capolavoro. Marco Baroni ha vinto. E inginocchiato ha pensato al suo papà che non c’è più.

Ha vinto il Lecce, hanno vinto il presidente Saverio Sticchi Damiani, il vicepresidente Corrado Liguori, i dirigenti Silvia e Dario Carofalo, Alessandro Adamo, Sandro Mencucci. Hanno vinto Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera. Ha vinto l’US Lecce.

Hanno vinto tutti i ragazzi… ma la copertina virtuale vogliamo dedicarla a Wladimiro Falcone che ha parato un rigore fantastico e poi a Lorenzo Colombo. Il pallone che (al minuto 101) ha scagliato alle spalle del portiere del Monza pesava 200 chili. In quel momento ha steso un velo pietoso su tutte le critiche ingenerose che lui, i suoi compagni, e la società hanno ricevuto nell’ultimo periodo.

Nella vita ci vuole sempre pazienza… il tempo svela ogni cosa.

Adesso si può festeggiare.

M.Cassone

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