Le 4 d – Parla Guarino: “Lecce, raccogli i cocci e fai quadrato”

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Christian Guarino, giornalista

LECCE (di Carmen Tommasi) – Il Benevento meritatamente in serie B e il Lecce nell'”inferno” dei playoff. Questo il risolvolto alla fine del big match tra le due formazioni giallorosse, terminato con un sonoro 3-0 a favore della squadra allenata da mister Gaetano Auteri. Per la rubrica “Le 4 d” -le quattro domande che ogni settimana poniamo al tifoso o esperto di turno per sondare lo stato d’animo della piazza attorno alla squadra allenata dall’allenatore di Grosseto- questa volta abbiamo intervistato il giornalista e opinionista di paesenuovo.it Christian Guarino di Novoli, che ha analizzato con molta lucidità la sconfitta dei giallorossi di sabato allo stadio “Pinto “nella penultima  giornata della regular season.

Benevento in serie B con una giornata d’anticipo: promozione meritata?

“Hanno meritato il salto di categoria. Noi non siamo stati all’altezza dei nostri avversari soprattutto nell’ultimo mese della gestione Braglia. Di quella precedente vi risparmio qualsiasi considerazione. Dopo la sconfitta subita per mano del Matera, il Lecce non ha saputo reagire. Anzi, dopo quel bruciante ko, si sono accentuate le nostre mancanze di natura tecnica e ancor più qualitative della rosa a disposizione del tecnico, quasi a conferma dell’approssimazione con cui si è iniziata la stagione agonistica. Il mercato invernale non ci ha regalato elementi in grado di far fare il sospirato salto di qualità alla squadra e l’involuzione dei soliti titolari ha completato il quadro che perlomeno al momento evidenzia un preoccupante chiaroscuro”

Il Lecce ha perso 3-0 nel caldo e passionale “Ciro Vigorito”, si aspettava un passivo così pesante?

“Siamo riusciti nell’impresa di far passare una vittoria, se pur storica, per un autentico trionfo. E pensare che in settimana si parlava di rovinare la festa ai sanniti, ma invece diciamo che abbiamo partecipato al loro trionfo. Abbiamo una difesa che quando manca Cosenza è un vero colabrodo e un attacco che soffre, nelle ultime giornate, una sterilità imbarazzante. Come dicevo prima i ricambi si stanno dimostrando inadeguati per far rifiatare gli altri proprio a conferma che più di qualche scelta tecnica non è stata del tutto felice. Ora bisogna raccogliere i cocci e fare quadrato intorno a questo gruppo nella speranza che l’appendice dei play-off ci possa regalare qualche lieta sorpresa”.

Cosa è successo ai giallorossi dopo i 18 risultati utili di fila?

“Di particolare non è successo nulla. In fondo una partita si poteva anche perdere dopo 18 turni. È certamente venuta meno qualche certezza visto il successivo pareggio a reti bianche rimediato in casa contro l’Akragas nella domenica successiva e l’involuzione complessiva della squadra. Credo però che non dobbiamo crearci alibi, sarebbe l’errore più grande. Ho sentito qualcuno dire che arrivare ad un buon piazzamento play-off sarebbe già un risultato positivo: nulla di più sbagliato. Ci stiamo solo creando una scusante qualora le cose non dovessero andare per il verso giusto. Noi dobbiamo affrontare l’appendice degli spareggi con uno spirito nuovo, battagliero e fiero, consci che la possibilità della promozione in serie B passa dalla nostra voglia di lottare e di tornare in un palcoscenico più prestigioso come la cadetteria. L’unico risultato positivo possibile è il ritorno in serie B”.

Manca una giornata alla fine del campionato: se guarda la classifica che pensieri fa?

“Ripensando alle ultime uscite di Papini e soci non sono particolarmente ottimista ma, prima di tutto, sono un tifoso della squadra della mia città, motivo per cui voglio essere positivo. Intanto è fondamentale tornare al successo domenica prossima contro la Lupa Castelli. Poi bisognerà affrontare i play-off con la consapevolezza delle nostre reali capacità: perciò bisogna innanzitutto fare un bagno di umiltà e poi ognuno dei nostri deve provare a tirar fuori il meglio nelle prossime partite. Una parte della società ha l’obbligo di essere meno social e più silente, ovvero credo sia terminato il tempo degli slogan. A volte il silenzio aiuta la concentrazione”.

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