Lecce-Foggia: l’attesa

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LECCE (di M.Cassone) – I botti di Lecce-Foggia hanno iniziato a deflagrare lasciando nell’aria non rumore ma entusiasmo; l’ansia sale in città, il clima è arroventato, c’è odore di finale, la speranza è di riuscire a vincere toccando la vetta (seppur in attesa delle altre gare); quella vetta che quest’anno non è stata mai sfiorata.

La Curva Nord superiore è già strapiena, “sold out” in poche ore. E l’ipotesi formulata ieri, prima da noi e poi avvalorata dall’appello del vicepresidente Corrado Liguori, di riempire il Via del Mare con 15000 tifosi diventa sempre più reale.

Mentre Braglia si scervella per capire quale possa essere la formazione giusta da opporre al Foggia tenendo conto dei problemi delle ultime ore (squalifica di Freddi e acciacchi di Papini e Abruzzese), i tifosi contano i minuti ed i secondi (attimo dopo attimo), che mancano alle 17:30 di sabato.

Curva Nord
Curva Nord, calore e colore

Lecce è una città che ama, dal cuore caldo, forte in petto; è una città che vive di facili entusiasmi e grandissime impennate di gioia.

Ben venga lo sport che riesce sempre ad aggregare intorno alla speranza di un risultato.

Il rumore dei tacchetti (delle scarpe) che salgono le scale per calpestare il terreno di gioco, il pallone che rotola sull’erba appena pettinata, quei colori che si contrastano baciandosi e cioè il verde dell’erba, il rossoblù delle poltrone delle panchine e poi il giallo e il rosso, pelle di quello Stadio che tutti accoglie, sono la cornice del “quadro dell’attesa”. E nell’attesa si partoriscono i sogni migliori.

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