Nostalgia Lucioni: “Mi manca il campo e i miei compagni, mi raccomando restiamo a casa”

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Fabio Lucioni, difensore U.S. Lecce

LECCE – “Cosa mi manca di più in questo periodo? La domenica in maniera particolare: tutto il giorno della partita. Il fare colazione con i miei compagni e tutto il resto. Diciamo che mi manca la normalità e la prima cosa che vorrò fare appena sarà tutto finito è allenarmi con i miei compagni, una passeggiata con la mia famiglia e una cena fuori”: così il difensore centrale giallorosso Fabio Lucioni nella diretta instagram, “Siamo sempre con voi”, curata da Dario Sanghez dell’ufficio stampa dell’U.S. Lecce. Secondo appuntamento   per tenere compagnia ai tifosi giallorossi nel duro periodo in cui bisogna necessariamente rimanere a casa per combattere il coronavirus.

L’ex Benevento, 32 anni, spiega come fa a tenersi in forma in questo periodo di riposo forzato: “Noi cerchiamo sempre di tenerci in forma facendo gli esercizi che ci ha dato il prof.: mantenere il fisico adeguato è importante, ma non è il solo. Per farsi trovare pronti l’aspetto mentale e l’approccio alla ripresa sarà fondamentale. Non vedo comunque l’ora di tornare a lavorare con il gruppo, con i miei compagni”.

Lucioni, 25 presenze e 1 gol in questa stagione in serie A, è soprannominato da tutti lo “zio” e lui spiega anche il perché: “Il soprannome ha origine dalla mia somiglia con Giuseppe Bergomi dal punto di vista fisico e del ruolo. Una somiglianza individuata ai tempi della Reggina dal mio ex compagno di squadra Fabio Ceravolo. So che questo aneddoto è arrivato anche all’attenzione di Bergomi stesso e non so se ne è felice. Io di certo si, vista la carriera da lui fatta”.

I tifosi giallorossi sono sempre una garanzia: “Il calore del pubblico leccese è straordinario, da un calore ed una spinta in più straordinari. Soprattutto quello che riesce a darti nei momenti di difficoltà che è davvero qualcosa di unico e straordinario. I tifosi giallorossi ti sono sempre vicini, e ciò ti permette di rialzarti e superare gli ostacoli. La serie A? Sono arrivato a Lecce con l’obiettivo di riportare i giallorossi in massima serie, e sono contento di esserci riuscito alla prima occasione. Ricordo di aver detto a Falco di andare insieme in Salento che si vinceva. Lui era più scettico rispetto all’esito della stagione, ma alla fine ho avuto ragione io”.

L’intesa con Luca Rossettini, compagno di reparto nel ruolo di difensore centrale, è cresciuta gara dopo gara: “L’affiatamento con Rossettini è cresciuto di partita in partita. Siamo la difesa più battuta del campionato, ma non credo sia un discorso di coppia centrale ma di fase difensiva che può o meno soffrire. Ovviamente è normale essere vulnerabili, considerato che siamo una piccola ed una neopromossa, ma con Luca posso dire che in ogni allenamento ci troviamo bene. Così come con Meccariello, assieme al quale lo scorso anno facevamo un altro tipo di lavoro molto basato sul possesso. Sotto questo punto di vista è difficile fare un confronto. In generale c’è comunque una grande sintonia nello spogliatoio salentino”.

Lucioni, infine, ripercorre alcuni momenti importanti della sua carriera: “Ricordo, come più particolare, il campionato vinto dalla Serie C alla B con il Benevento, perché è stato molto importante per una città che non tra i cadetti non c’era mai stato. Loro ci provavano da praticamente un decennio e, dunque, ciò ha dato un sapore particolare. In aggiunta anche il primo salto in serie A di un anno dopo che ha avuto un valore diverso ma comunque particolare. Tra le partite più belle ricordo invece Lecce-Spezia e quell’abbraccio festoso finale che rimarrà per sempre nella mia mente”.

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