ANDREA SARANITI – La scheda per conoscere meglio il nuovo attaccante del Lecce

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L'esordio in maglia giallorossa
L'esordio in maglia giallorossa
L’esordio in maglia giallorossa

LECCE (di M.Cassone) – Si presenta al suo nuovo pubblico a modo suo, segnando un gol di testa dopo appena 11 minuti in Lecce-Catanzaro, poi si porta le mani agli occhi, si distende per terra, e continua a sognare.

Nasce a Palermo il 23 luglio 1988, gioca i suoi primi palloni nella Scuola calcio “Louis Ribolla” di Totò Schillaci prima di passare nella Primavera del Catania, dove rimane per un anno e mezzo. Poi inizia a girovagare per fare esperienza, per inseguire quel pallone di cui si è innamorato così tanto da decidere di lasciare il tennis, passione trasmessa dalla madre; Andrea Saraniti, figlio di un direttore di banca, è un uomo che ha radici ben piantate nei veri valori della vita. La sua è una storia tutta da raccontare e da ascoltare appassionatamente perché è l’emblema dell’essenza del sogno che può sempre realizzarsi.

Gioca in eccellenza con L’Akragas poi passa in serie D con l’Adrano e arriva il doppio salto di categoria grazie al Sorrento in C1, e poi in C2 con la Sangiuseppese, la sua carriera però sembra non decollare mai, e ritorna in D col Messina e poi in Eccellenza col Ragusa, eppure segna caterve di gol, poi ritorna a Messina e ancora Akragas, e poi Viterbese, passano gli anni, lui continua a segnare e lotta per riprendersi il professionismo e ci riesce con la Vibonese ottenendo la promozione in Lega Pro. Nella stagione successiva mette a segno 7 reti e poi approda alla Virtus Francavilla e in 20 gare sigla 9 gol e 3 assist vincenti ed entra nel radar di Mauro Meluso che se ne aggiudica le prestazioni sportive e per Andrea inizia una nuova avventura in un club blasonato dove può lottare per agguantare il calcio che conta. “Non fatevi ingannare dalla mia carta di identità – dice Andrea durante la sua presentazione. Lecce per me rappresenta un punto di partenza e non un punto di arrivo”. E lo “Zingaro siciliano”, così come fu soprannominato da un suo dirigente ai tempi di Messina, ora può pensare di fermarsi in una città, Lecce, che saprà coccolarlo e amarlo.

Ha segnato 117 gol, fino a questo momento, eppure iniziò la sua avventura calcistica da centrocampista esterno e fu Pietro Liberti, suo primo procuratore, e procuratore di Corona, calciatore a cui si ispira, a trasformarlo in attaccante e fu una grande intuizione, a lui infatti Andrea dedica tanti dei suoi gol. E le dediche speciali ogni volta che gonfia la rete ci sono anche e soprattutto per la famiglia, in primis per Rosita conosciuta nel 2011 a Messina, durante una festa di Carnevale: convolano a nozze  il 14 giugno 2017, dopo sei anni di convivenza; dal loro amore nasce Aurora, una splendida bimba che ha seguito il papà anche al Via del Mare nel giorno della presentazione, colorando di positività la sala stampa.  Andrea è un padre affettuoso e apprensivo, mattacchione ma autoritario quando serve.  Sia in campo che fuori è altruista, umile e sa affrontare le negatività della vita con ironia; infine è testardo, fiero, spontaneo e chi lo conosce assicura che sia anche un po’ vanitoso.  Un pizzico di vanità convogliato con la grinta, e ne ha da vendere, può essere soltanto la base da cui partire per prendersi quello che ha sempre sognato. E per Andrea la maglia giallorossa è un punto di partenza… avanti tutta allora, col vento in poppa, per scrivere altre pagine di una storia da raccontare a tutti i ragazzi che amano lo sport più bello del mondo.

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