L’avv. Valletta scrive al Prefetto e chiede la revoca del provvedimento “Porte chiuse” per Bisceglie-Lecce

"Faccio espressa riserva, ove la presente non sortisca l'effetto sperato, di tutelare nelle forme consentite dalla legge i diritti dello scrivente e dei miei assistiti, compresa eventuale richiesta di risarcimento danno nel caso in cui, per la peculiarità della ' storia del divieto ', se ne ravvisino i presupposti..."

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Updated: febbraio 8, 2018
Avv. Oronzo Valletta
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LECCE- Dopo la decisione del Prefetto di Barletta-Andria-Trani di far giocare a porte chiuse (leggi qui) la gara Bisceglie-Lecce in programma venerdì 9 febbraio alle 20:45 motivata e avvenuta a causa delle criticità strutturali dello Stadio “Ventura”, l’avvocato leccese Oronzo Valletta ha scritto al Prefetto, per suo conto e per altri suoi dieci assistiti. Delusione e incredulità da parte dei tifosi di fronte ad una decisione così severa. Ecco di seguito il testo della lettera dell’avvocato Oronzo:

Scrivo la presente nell’interesse mio personale e degli assistiti per comodità di lettura elencati in calce alla presente, i quali tutti me ne hanno conferito mandato.
Siamo un gruppo di sostenitori di US Lecce SpA, aderenti al programma “tessera del tifoso”, e sin da martedì 06 febbraio 2018 abbiamo acquistato il biglietto per assistere alla partita di calcio in oggetto.
Mi pare logico che l’apertura della prevendita, a maggior ragione perché limitata per i tifosi ospiti, sia stata autorizzata dopo che le Autorità preposte, come avviene per ogni partita, abbiano ritenuto sussistenti i presupposti di ordine pubblico.
Per questo motivo ci sorprende, e lo riteniamo persino inspiegabile (non essendoci stato spiegato), che nelle ore scorse sia stato disposto che la partita si giochi a “porte chiuse” per imprecisate “deficienze strutturali” dell’impianto, le quali, fino a motivazioni contrarie, non possono essere intervenute nelle more tra le precedenti deliberazioni delle Autorità preposte e quelle assunte stamattina.
A prescindere dagli aspetti giuridici della vicenda, da cittadini, e non da tifosi, osserviamo come, ancora una volta (per restare al Territorio di codesta Provincia per due volte, negli ultimi due anni, è stata “vietata” ai tifosi del Lecce la trasferta di Andria), non venga tenuta in alcuna considerazione la genuina passione di alcuni cittadini, che devono ottemperare a tanti doveri ma non possono esercitare il diritto di assistere ad una partita di calcio.
E se è vero che l’ordine pubblico è un interesse generale senz’altro prevalente su “una partita di calcio”, è davvero increscioso che i cittadini vengano forzatamente “trasportati” da una decisione all’altra, nel giro di poche ore, con incuranza della loro passione tradita, degli impegni rimandati, degli obblighi assunti (ad esempio noleggio di automezzi per la trasferta), degli sforzi organizzativi.
Per quanto innanzi auspico che, nonostante eventuali problemi di “forma” dovuti all’estrema ristrettezza dei tempi, il sig. Prefetto della Provincia di Barletta – Andria – Trani, nell’esercizio del suo potere di autotutela, voglia revocare il provvedimento di “porte chiuse”, ripristinando le precedenti modalità di accesso.
Faccio espressa riserva, ove la presente non sortisca l’effetto sperato, di tutelare nelle forme consentite dalla legge i diritti dello scrivente e dei miei assistiti, compresa eventuale richiesta di risarcimento danno nel caso in cui, per la peculiarità della “storia del divieto”, se ne ravvisino i presupposti.
Avv. Oronzo Valletta

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Pubblicato il: 8 febbraio 2018

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