Lecce brand accattivante, Salento terra che fa sognare. US Lecce ha deciso di crescere

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L’Unione Sportiva Lecce ha deciso di crescere e di guardare al futuro con altre ambizioni rispetto al passato. Nel mirino della prossima stagione l’obiettivo da catturare è la salvezza e sarà molto importante centrarlo perché potrebbe diventare l’inizio di una storia totalmente diversa, quella di un club moderno e strutturato che punta a salire di livello.

Al momento il rinnovato parco soci è rappresentato da René de Picciotto col 31,4%, Saverio Sticchi Damiani con il 23,2%, e poi Corrado Liguori 14,44%, il Gruppo Boris Francesco Collardi con il 10%, Luciano Barbetta 10%, Salvatore, Dario e Silvia Carofalo 9,36% e Alessandro Adamo 1,6%.

Ricordiamo che nel gruppo di Collardi ci sono Alvin Sariaatmadja, banchiere italo-svizzero, insieme a Pascal Picci, banchiere con esperienza pure in Formula 1, originario di Castrignano del Capo.

Guardando la struttura societaria possiamo dire che si tratta di una corazzata che non starà certo a giocare e scherzare con un prodotto da svendere per acquisire consenso ma trasformerà il prodotto Lecce a punta di diamante per aprire altri mercati col merchandising, e per questo darà una forte mano anche Raffi Ahamad, l’uomo da 62 milioni di follower. Altre attività collaterali potrebbero nascere: un centro sportivo di proprietà, una casa del Lecce con foresteria per i ragazzi delle giovanili, una grande scuola calcio, fucina di talenti, e chissà quanti altri progetti potrebbero vedere la luce sulla base del nuovo modello. Per questo però ci vuole tempo e bisogna acquisire la mentalità da grandi.

Il Lecce è un brand accattivante, il Salento è una terra che può fare sognare.

La società salentina prova a voltare pagina, prova a sprovincializzarsi; adesso tocca anche al tifoso dare la sua riposta e dovrà essere una risposta fatta di numeri perché tutto è numeri in un gioco in cui per poter muovere il joystick bisogna imbucare i denari.

La campagna abbonamenti è il momento giusto per dimostrare all’intera struttura societaria la capacità della piazza di fronte ad un campionato di serie A. Perché è un momento in cui la società, dopo due anni di incassi zero, può introitare soldi importanti per tenere in ordine determinati conti e per agire con serenità con altre risorse. E se negli anni precedenti è stata fatta la politica di riempire lo stadio per forza, anche a costo di incassi che non bastavano nemmeno per le spese, adesso bisogna fare cassa come in tutte le società del mondo. Questo è il primo passo per dimostrare di essere una piazza che merita ben altri palcoscenici e per far capire ai nuovi facoltosi soci che i numeri del Lecce sono da serie A.

Sull’altro versante, quello del mercato e della costruzione della nuova rosa, c’è tanto da fare ma andrà tutto liscio, perché Pantaleo Corvino è una sicurezza e con metodo, intelligenza, idee e creatività, consegnerà una buona macchina nelle mani di Baroni.

Questa è una lunga estate calda per il Lecce e può essere la prima di una storia nuova tutta da scrivere giorno dopo giorno con l’entusiasmo del primo giorno.

M.Cassone

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