Prossimo avversario: il Pordenone di Bruno Tedino

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Mai davvero in lotta per la salvezza, mai realmente vicino alla speranza di conservare la cadetteria. E’ il Pordenone, ultimo avversario della regular season per il Lecce, ultimo ostacolo verso la promozione in Serie A. Sarà un match da dentro o fuori, stavolta per davvero, perché dopo il rocambolesco KO di Vicenza, ai giallorossi non resta che fare bottino pieno contro i neroverdi per poter rimanere padroni del proprio destino.

Un autentico testacoda all’ultima curva sulla carta dall’esito scontato. Occhio però, perché nella bolgia che ci sarà al “Via del Mare” in campo ci saranno anche diversi stati d’animo, tutti potenzialmente letali. Da una parte la spensieratezza di un Pordenone senza nulla da chiedere al campionato se non un degno saluto prima di tornare negli stadi della Serie C, dall’altro la pressione tutta giallorossa per una gara da non poter fallire.

Una davanti all’altra due squadre non solo con progetti futuri diametralmente opposti, ma anche completamente diverse scorrendo i numeri. Il Lecce secondo miglior attacco con 58 reti e miglior difesa con 31 reti al passivo e formazione meno battuta di tutta la B con sole 5 sconfitte.

Solo tre vittorie in questa stagione, invece, l’ultima delle quali ottenuta lo scorso 5 aprile contro il Frosinone. Poi 9 pareggi e ben venticinque KO per un totale di appena 18 punti in classifica e conseguente ultimo posto. La squadra allenata da Bruno Tedino, terzo tecnico della stagione dopo la brevissima parentesi di Massimo Paci, durato appena due giornate, e quella di Massimo Rastelli, esonerato all’ottava giornate dopo appena 1 solo punto conquistato in sei partite, non è stata mai in grado di dire la sua nella lotta per non retrocedere.

Così la retrocessione è arrivata con tre giornate d’anticipo, sancita dal capitombolo per 4 a 1 contro la corazzata Benevento. Nell’ultimo turno, invece, è arrivato il pirotecnico 3 a 3 contro il Crotone, altra compagine già rispedita in Lega Pro.

Una formazione che opta sul 4-3-3, modulo a specchio rispetto al Lecce e che vede nel 21enne Cambiaghi il suo uomo più prolifico: sue 7 delle 29 reti totali realizzate dai Pordenone. Per il resto, altri nomi d’esperienza per la categoria come quelli di Barison, El Kaouakibi, Simone Pasa e Karlo Butic non sono bastati per salvarsi.

La difesa, infine, è la vera nota dolente: con 70 gol subiti, i neroverdi sono di grand lunga la squadra più bucata della cadetteria. Una media di circa due gol incassati a partita.

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