I colori della primavera

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Pasquale Padalino, allenatore del Foggia
Pasquale Padalino, allenatore del Foggia

LECCE (di M.Cassone) – Un solo gol ma tante emozioni, tutte in un pomeriggio fortemente primaverile in cui Lecce mette da parte i cappotti ed apre lo stadio alla leggerezza d’una stagione che lascia presagire un’estate calda. E per la prima volta dopo l’esonero c’è il ritorno di Padalino al Via del Marte e in questo racconto che evidenzia la maturità di una tifoseria che nel bene e nel male è tra le prime d’Italia; l’ex tecnico è completamente ignorato da tutti, per lui non c’è nemmeno il tempo per un fischio. Alla vigilia sui social si ipotizzava una contestazione o uno striscione.

Quel tempo è occupato dai cori che incitano la squadra ancora prima del fischio iniziale e continuano fino alla fine, quel tempo è dedicato a pensare al futuro perché il passato è negli archivi dei ricordi… perché a Lecce si cancellano i brutti ricordi ma si omaggiano quelli belli, fatti di passione e colori, quei colori della primavera e di una squadra che ha sempre regalato emozioni.

Allora eccolo il tuffo all’indietro nel mare del tempo, alla stagione 1975-’76, in cui il Lecce di Mimmo Renna metteva le ali ad una città intera e la accompagnava dopo 27 anni di C in serie B, scolpendo del solco del tempo un segno indelebile che ha valicato gli anni 70, 80, 90 e 2000 fino a ieri per ritornare in campo, sul rettangolo verde, con quelle maglie, e con due protagonisti di quella stagione, Fortunato Loddi e Ruggero Cannito che insieme a Luca, figlio del mitico mister, hanno ricevuto dal vicepresidente Corrado Liguori la maglia celebrativa.

Ruggero Cannito, Fortunato Loddi, Luca Renna, Corrado Liguori
Ruggero Cannito, Fortunato Loddi, Luca Renna, Corrado Liguori

Quella maglia che pesa 100 chili, che odora d’antico ma profuma di speranza, e che i ragazzi indossano con onore.

Poi il fischio d’inizio ed è il solito Lecce, cerca di fare la partita ma ha pazienza, non rischia nulla questa volta, e dopo aver subito 7 gol nelle ultime 3 gare, si riscopre attento e cinico, forse meno bello ma più intelligente e con La Mantia mette il sigillo su un pomeriggio speciale.

L’azione vincente parte dai piedi del solito Falco che porta come sempre a passeggio qualche avversario poi scarica su “Modriccione” e il ragazzo di Gorizia vede il bomber di Marino e telecomanda il pallone al centro dell’area: è un’azione da videogioco, perfetta, da manuale del calcio, La Mantia brucia le speranze foggiane e insacca.

La Mantia dopo il gol al Foggia, 11° stagionale
La Mantia dopo il gol al Foggia, 11° stagionale

Il resto è già storia, è già nell’archivio di una stagione calcistica che comunque vada sarà ricordata come una bellissima stagione.

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