A Lecce la musica è cambiata: ora la squadra c’è

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LECCE (di M.Cassone) – Il Lecce di Braglia ora è una squadra vera. Mettiamo da parte i numeri (che sono tutti a favore del tecnico toscano) perché i numeri sono “fatti” dagli uomini, e gli uomini per fare i numeri devono stare bene mentalmente, e cerchiamo di cogliere i particolari importanti che evidenziano il cambio di rotta rispetto alle ultime tre stagioni. I giallorossi sono un gruppo, non a parole ma con i fatti; nessuno mugugna in panchina e tutti sanno che il mister può lasciarli fuori dall’undici iniziale indipendentemente dal nome e dal ruolo e tutti accettano senza lasciar trapelare noie, e questo perché Piero Braglia ha lavorato sulla “testa” di questi ragazzi che inizialmente hanno sentito la pressione di una piazza stanca di non vincere più e demoralizzata da una categoria assurda, dove tutto è rapportato alla lettera C; tutto è da serie C. E per fuggire via anche loro dovevano dimenticare che esiste un calcio con i nomi sulle maglie e dovevano calarsi nella parte, diventando ciò che la categoria richiede: sudore, fatica, forza e coesione. L’hanno fatto, ci sono riusciti, lo dimostrano le esultanze dopo i gol dove sono “tutti per un uno, uno per tutti”, basta guardare dopo il gol di Surraco contro il Messina: lui corre verso Curiale, assist man, e tutti insieme vanno da Salvi perché dai suoi piedi è partita l’azione, una gioia condivisa da tutti e non solo perché è normale che sia così ma perché lo sentono dal profondo del cuore, si nota dagli sguardi, da come si difendono e si coprono in campo. Sono dettagli che gli altri anni mancavano.

Lecce esultanza
L’esultanza dopo il gol

Ora la squadra è capace di soffrire ed è finalmente cosciente che le gare durano più di 90 minuti, a volte anche 100, sono consapevoli di dover rispettare la maglia che indossano.

Vero è però che arriveranno altre difficoltà, com’è vero che bisogna ancora lavorare e agire sul mercato di riparazione per evitare di farsi trovare scoperti in caso di necessità.

Braglia sta facendo fuoco con della legna che non ha scelto, e visti i risultati bisogna riconoscergli ottime doti umane e tecniche, lo merita. Così come merita di chiedere dei rinforzi mirati e di essere accontentato, la società lo farà, perché se è vero che l’appetito vien mangiando, e per fuggire via da questa strana categoria ci vuole tanta fame, anche la società si dimostrerà affamata, e sarà pronta ad azzannare ogni negatività presente sulla strada che porterà all’obiettivo finale. Siamo certi, a Lecce la musica è cambiata. E nel caso in cui dovesse sfuggire la promozione in serie B non ci sarà bisogno di cambiare 15 calciatori… Le basi per il futuro sono già solide.

 

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