Gabriel: “Prego, mi alleno e cucino: non è un momento facile, teniamo duro”

Il portiere giallorosso si racconta nella rubrica "Siamo sempre con voi”: “Sono a Lecce, è un momento non facile e quello che mi crea dell’ansia è l’incertezza di non sapere quando torneremo alla normalità, non solo per quanto riguarda il calcio. Cerco di riempire la mia mente il più possibile e pensare in maniera propositiva. Teniamo duro, torneremo presto ad abbracciarci”

By
Updated: aprile 8, 2020
20200408_170445
Gabriel

Gabriel Vasconcelos Ferreira, portiere U.S. Lecce

LECCE – Sorridente, simpatico, deciso e determinato: il portiere brasiliano Gabriel Vasconcelos Ferreira si racconta a tutto campo e parla di come sta trascorrendo questi giorni di “isolamento” forzato a causa dell’emergenza coronavirus: “A Lecce mi trovo benissimo, sia io che mia mogie ci siamo innamorati del posto e delle persone. Non vediamo l’ora di ritornare a vivere le emozioni di tutti i giorni, qui si mangia anche benissimo. Mi piace molto -ha spiegato l’ex Milan, classe ’92– il clima e il mare salentino. Se mi piacerebbe parare un rigore a C. Ronaldo o a Messi? Sarebbe il top. A 10-11 anni sono diventato portiere, essendo alto ho provato a giocare in porta. Chi porterei a Lecce? Kakà, è una grande persona, oltre che essere stato un grande calciatore. Ho anche la sua maglia di quando abbiamo giocato insieme al Milan. Chi è il mio idolo? Julio Cesar, così come Dida“.

PENSANDO AL BRASILE – Il 27enne, 22 presenze stagionali in serie A con la maglia giallorossa, racconta come trascorre le sue giornate lontano dal calcio giocato e dalla normalità: “Parlo con mia mamma e i miei cari quotidianamente, in Brasile il coronavirus è più indietro rispetto all’Italia perchè è arrivato dopo. Anche lì sono in quarantena e pregano perché possa passare tutto al più presto. Io non riesco a dormire fino a tardi la mattina e con mia moglie ci svegliamo alle otto e mezzo, facciamo colazione insieme. Poi io leggo la bibbia, lei fa le sue cose e poi ci alleniamo insieme. Quando finiamo è già orario di pranzo. Nel pomeriggio, studio inglese online: leggo e gioco con il mio cane. Lei lavora via internet per un’azienda brasiliana. Verso le sette e mezzo iniziamo a cucinare e poi guardiamo qualche film o serie tv. Piatto tipico? Riso bianco basmati, insieme ai fagioli e con la carne alla griglia, che non deve essere troppo magra e nemmeno troppo grassa, con dell’insalata. Il tutto accompagnato dalla samba. Che lingue parlo? Portoghese, spagnolo e italiano”.

IN ALLENAMENTO – Bisogna dare il massimo, in attesa di ritornare alla normalità: “Mister Sassanelli? (il preparatore dei portieri, ndr). Mi dice di tenere duro e di allenarmi, fa i complimenti a mia moglie e dice che calcia bene. Nei video metto solo quando calcia come si deve, ma mi ha sorpreso piacevolmente (sorride, ndr). Che ruolo gioca? A lei piace giocare a centrocampo, secondo me ha un buon passaggio ma è troppo lenta a calciare. Comunque è molto brava a giocare a tennis, abbiamo giocato in maniera amatoriale in Brasile ed anche a me piace tanto. Il Lecce? Siamo una squadra in grado di rimanere sul pezzo, dobbiamo allenarci sempre nella massima intensità e con la nostra mentalità, imporre il nostro gioco facendo quello che ci chiede il mister. La partita più bella con i giallorossi è stata la vittoria a Torino, ci ha dato il senso di squadra, un bel ricordo”.

RICORDANDO – Infine, ecco alcune curiosità calcistiche e non: “La parata più bella? Quella su Dybala in casa è stata quella più difficile e che mi è piaciuta di più. Anche quella con la Spal nel secondo tempo, dopo un tiro deviato l’ho messa sulla traversa. La maglia 21? Non c’è un perché, la uno era occupata ed anche la 22 era di Vigorito. L’ho presa perché dentro al 21, c’era il numero uno. Non sono scaramantico. Mi piace leggere la Bibbia, credo in quello che dice la Bibbia e cerco di imparare i principi positivi. Più che pensare ad una chiesa, penso all’amore che Gesù ci regala. Prima di partire dall’albergo per andare allo stadio ringrazio Dio per farmi giocare a calcio, perché sognavo di fare questo lavoro sin da bambino. Una frase in dialetto salentino? Mi dispiace, ma non lo so parlare (sorride, ndr). Rustico o pasticciotto? Il secondo. Il tifo brasiliano si avvicina molto a quello salentino, dopo la bella batosta che abbiamo preso con l’Atalanta i nostri tifosi hanno cantato fino alla fine ed è stato molto bello. In Brasile tifavo per il Cruizero, dove sono cresciuto con il settore giovanile”.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Pubblicato il: 8 aprile 2020

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *