Covid-19 – Malagò: “In campo a maggio? Prima i tamponi”

Il presidente del Coni si chiede: "Siamo in grado di accertarci che nelle squadre non ci sia nessun infetto?"

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Updated: aprile 3, 2020
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Giovanni Malagò, presidente del Coni. Foto: fonte web

LECCE – “Per rispondere alla domanda se si possa rivedere una partita il 20 maggio, deve prima essere confermato il discorso del capo della Protezione civile: perché il problema non è solo la partita, ma che nelle squadre non ci siano infetti. Quindi, prima si devono fare dei tamponi”: queste le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò, a Radio Punto Nuovo, sulla possibile ripresa nel mese di maggio del campionato di Serie. Angelo Borrelli il capo della Protezione Civile, in mattinata, aveva fatto sapere che la “fase 2”, quella della convivenza con il virus, potrebbe cominciare dal 16 di maggio.

L’altra questione -ha proseguito Malagò- è che queste partite non si giocano in un’unica città. Che il 16 o il 20 maggio avremo una libertà di manovra diversa lo auspichiamo: ma da lì ad andare in aeroporto tre volte a settimana la vedo dura. Oggi il calcio ha tanti problemi, come d’altronde tutte le Federazioni, e quindi non è nelle condizioni di poter aiutare gli altri: casomai, ci si deve appellare alle istituzioni”, ha continuato Malagò.

CAPITOLO STIPENDI – Sul  taglio degli stipendi il numero uno del Coni la pensa così: “Questa partita si gioca tutta all’interno del mondo del calcio. Ci sono, è chiaro, interessi contrapposti: le Leghe e l’Aic, ma è un’occasione per mettersi in condizione di perdere tutti qualcosa, perché qui perdono tutti. Bisogna sfruttare questo momento di crisi spaventosa: quando le cose andavano bene, non era possibile aggredire certi problemi. Oggi, di necessità virtù, si può fare”.

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Pubblicato il: 3 aprile 2020

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