Mancosu ascolta Liverani: “Bisogna essere bravi a leggere le partite”

Il capitano giallorosso presenta la sfida di domenica con il Milan a San Siro per l'ottava giornata di serie A, fischio d'inizio ore 20:45. Poi: "Quello che non ci deve mai mancare è la prestazione"

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Updated: ottobre 15, 2019
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Marco Mancosu, capitano U.S. Lecce

LECCE (di Carmen Tommasi) – La strada verso la salvezza è lunga e difficile, ma capitan Marco Mancosu è positivo ed è convinto che il Lecce inizierà a dire la sua anche nel campionato di serie A, per lui quello più difficile degli ultimi anni: “Siamo ancora in linea con i nostri obiettivi, ma dobbiamo avere equilibrio e sono certo che come tutti gli anni i punti arriveranno. A me basterà avere tre squadre dietro di noi a fine anno, del resto non mi importa niente. Questa è la serie A –ha spiegato il capitano del Lecce, 31 anni, quattro gol nel campionato in corso- più difficile degli ultimi tempi, noi siamo in linea con le aspettative. Per questo, dobbiamo continuare a lavorare  e a migliorare. Noi cerchiamo di proporre il nostro calcio anche contro le big, spesso ci rimproverano che, forse, sarebbe meglio fare un calcio più difensivo, ma non sono d’accordo. Noi abbiamo una identità precisa che prima o poi verrà fuori. Anche l’anno scorso siamo andati in crescendo e nella metà del girone di ritorno siamo diventati una vera squadra”.

Che effetto le fa essere il capocannoniere del Lecce?

“In realtà la sto vivendo male come cosa, se i gol fossero serviti per avere qualche punto in più sarei più contento. Mi dispiace vedere la squadra nei bassifondi della classifica, perché in questo modo gli sforzi che facciamo non sono ripagati. Non ci bado molto alla classifica marcatori, i gol li faccio e li metto da parte. Poi, ovviamente se mi fermo a pensare a tutto il mio percorso, mi fa molto piacere anche per queste marcature”.

La pausa per gli impegni delle nazionali potrebbe essere stata più utile al Milan o al Lecce?

“Credo a tutte e due le squadre. Può aver fatto bene sia a noi che al Milan. Il nostro prossimo avversario ha avuto più tempo per assimilare le idee del nuovo allenatore, mentre noi la settimana scorsa abbiamo lavorato veramente tanto da un punto di vista fisico”.

Come si sente dal punto di vista fisico?

“Dal punto di vista personale non sono ancora al 100%, piano piano ci sto arrivando. Non pensavo fosse così dura rimettersi al passo con i compagni, anche perché non mi era mai capitato in carriera di dover saltare un ritiro estivo. E’ brutto quando chiedi qualcosa al tuo corpo e il corpo non ti asseconda, ma piano piano sto rientrando in forma”.

In cosa dovete crescere ancora come squadra?  

A mio modo di vedere, la nostra crescita passa anche attraverso batoste come quella subita a Bergamo. Nello scorso campionato diventammo squadra nel girone di ritorno, con il passare del tempo. Dobbiamo migliorare nel saper leggere le partite e i vari momenti che ci sono in un match, come ci ripete spesso mister Liverani.  La nostra idea è sempre quella di scendere in campo per imporre il nostro calcio. Poi chiaramente ci sono momenti della partita in cui ti abbassi e devi soffrire. Lì dobbiamo essere bravi a tenere botta e a ripartire. Il mister ci dice che dobbiamo essere bravi a leggere ed interpretare al meglio la classifica”. 

Cosa pensa dei nuovi arrivati?
“Vengono da un calcio diverso e con il tempo ci potranno aiutare. La difficoltà nella lingua non sono un aspetto da trascurare. Devono iniziare a prendere in considerazione elementi e situazioni che prima non consideravano, pian piano faranno dei progressi”.

Nel frattempo, il Milan è passato da Marco Giampaolo a Stefano Pioli: che squadra sono i rossoneri?

“Mi dispiace per Giampaolo, lui è stato l’allenatore del mio esordio in serie A e mi sarebbe piaciuto rincontrarlo. Il cambio in panchina può dare una scintilla a livello motivazionale e noi dobbiamo essere bravi a non farla accendere. Il Milan ha tanti campioni. Chi toglierei ai rossoneri? A me piace molto Bonaventura, fa entrambe le fasi e va spesso in gol, è un centrocampista moderno. Siamo molto carichi per questa sfida. Molti di noi non hanno mai giocato a San Siro ad eccezione della prima giornata con l’Inter. Quello che non deve mai mancare è la prestazione, al di là del risultato la prestazione ti dà consapevolezza. Spero che sia contro Milan che contro la Juventus ci sia la prestazione, in questo modo potrà arrivare anche qualche punto”.

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Pubblicato il: 15 ottobre 2019

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