“Don” Fabio è un martello: a lezione da Liverani

Il tecnico giallorosso resta fedele alla sua filosofia di calcio, anche in serie A: domenica c'è il Milan a" San Siro"

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Updated: ottobre 15, 2019
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Fabio Liverani, allenatore U.S .Lecce

LECCE (di Carmen Tommasi) – Massima cura nei dettagli, infinita attenzione alle piccole cose, quelle che possono fare la differenza, e il solito imperativo: vietato snaturarsi. Benvenuti nel mondo di “don” Fabio Liverani, anzi nel modo di fare calcio del vulcanico e carismatico tecnico del Lecce. L’artefice indiscusso della doppia promozione di fila, l’allenatore duro, stakanovista e amante indiscusso del suo marchio di fabbrica, il 4-3-1-2. Profondità, passaggi corti, reparti stretti, pressing importante sui portatori di palla avversari, palla a terra e pedalare: mai nascondersi o sprecare una giocata, perché bisogna arrivare al risultato attraverso il gioco.

“ME SO SPIEGATO?” – Eh sì, e questo anche in serie A perché pur non potendo essere sempre belli, la prestazione è fondamentale: il Lecce ama aggredire alto, usando come base il passaggio dal centro verso l’esterno. La mezzala deve scivolare sul terzino, la punta sul difensore più vicino e il trequartista sul mediano. Il gruppo deve fare la differenza, deve essere unito, coeso e bisogna aiutarsi a vicenda, soprattutto in fase di non possesso. “Aho, me so spiegato, sennò ve lo ripeto”: così la scorsa settimana alla ripresa degli allenamenti l’ex Ternana ai suoi durante un’esercitazione tattica sui calci da fermo, perché lui è pronto a rispiegare qualsiasi fino alla noia.

MAI DOMO –  In panchina, poi, durante le partite è un vero martello, quasi insopportabile verrebbe da dire: non è mai domo, continua a sbracciarsi, a urlare, a incoraggiare la squadra e a dare consigli. I più bersagliati sono Jacopo Petriccione, manco a dirlo Liverani giocava nel suo ruolo, e il talentuoso Pippo Falco. Suggerimenti tutti preziosi se arrivano da uno che, se potesse, scenderebbe ancora in campo con quei piedi raffinati ad aiutare capitan Mancosu e soci. Non può farlo, ma è come se lo facesse: dalla “panca” quasi sempre in tuta, con l’immancabile asciugamano rosso per asciugare le fatiche dei 90′ minuti e oltre di tensione, che poi prontamente viene lanciato al volo verso la sua panchina. Tutto a colpo sicuro e il più delle volte c’è il vice Manuel Coppola a recuperarlo.

UN MARTELLO – É questo Fabio Liverani: un uomo tutto d’un pezzo che con un calendario difficile, quasi proibitivo, è riuscito conquistare sei punti, frutto di due vittorie e quattro sconfitte. Adesso c’è il Milan, e poi la Juventus, e magari lui starà già pensando in rigoroso silenzio: “Cerchiamo di fare lo sgambetto a queste due”, ovviamente sempre nel massimo rispetto dell’avversario.

 

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Pubblicato il: 15 ottobre 2019

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