L’importanza di un progetto: il Lecce c’è

A Torino il tecnico romano ha compiuto un capolavoro tattico, ha ingabbiato la manovra dei granata attaccandoli e mettendoli all’angolo e nemmeno dopo aver subito un rigore molto dubbio, che ha fruttato ai piemontesi il pareggio, ha arretrato, anzi ha messo dentro Mancosu e Babacar ed è stato proprio il sardo a dargli ancora una volta ragione gonfiando il sacco alle spalle di Sirigu

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Updated: settembre 17, 2019
Liverani e Coppola (foto Pinto)

LECCE (di M.Cassone) – Il Lecce di Liverani vince in casa del Torino e convince in un lunedì sera in cui le luci dell’Italia calcistica erano tutte accese sull’Olimpico Grande Torino.

Una vittoria che deve far riflettere in modo sereno più di una sconfitta. Ed è giusto farlo partendo da un presupposto importante: la società di Via Col. Costadura ha un progetto, ha le idee chiare, e ama ciò che fa.

Detto questo ritorniamo indietro all’inizio del campionato: due sconfitte, Inter e Verona, diverse tra loro ma figlie d’un rodaggio che la squadra sta facendo in un campionato nuovo.

Quando però c’è un progetto tecnico alle spalle ed è forte, chiaro, e limpido, nessuno dovrebbe avere dubbi sulla bontà del futuro di questo campionato. E il progetto c’è, lo sta sviluppando Liverani che nulla ha da dimostrare dopo due promozioni consecutive, ovviamente anche lui, come tutti, sbaglia, esprime le sue idee attraverso le sue scelte e il campo sarà sempre il giudice supremo. Metterlo in dubbio e in discussione, dopo due giornate, così come è stato fatto da qualche addetto ai lavori esperto o da qualche tifoso che dopo aver giocato alla playstation pensa di conoscere moduli e tattiche è alquanto antipatico.

Questa serie A è un orgoglio per l’intero Salento e dovrebbe essere vissuta con gioia da tutti, anche perché il calcio è gioia.

Filippo Falco (foto Pinto)

Filippo Falco (foto Pinto)

A Torino il tecnico romano ha compiuto un capolavoro tattico, ha ingabbiato la manovra dei granata attaccandoli e mettendoli all’angolo e nemmeno dopo aver subito un rigore molto dubbio, che ha fruttato ai piemontesi il pareggio, ha arretrato, anzi ha messo dentro Mancosu e Babacar ed è stato proprio il sardo a dargli ancora una volta ragione gonfiando il sacco alle spalle di Sirigu.

E seppur la squadra giallorossa sia ancora lontana dalla condizione fisica ottimale, a causa di un mercato a rilento, ha dimostrato di avere la stessa “testa” della scorsa stagione; ovviamente in questo campionato non potrà dettare legge ovunque e saranno molte di più le sconfitte dei risultati positivi, questo bisogna capirlo, senza poi fare drammi.

Non c’è bisogno di critiche esasperate che qualcuno definisce costruttive e dovrebbe essere un piacere gustarsi il calcio con serenità e con la convinzione che comunque vada il Lecce se la giocherà fino all’ultimo secondo, dell’ultimo minuto, dell’ultima giornata.

Basta chiudere un attimo gli occhi pensando al solito Falco, strepitoso, al guizzo di Farias e alla ritrovata forma di Mancosu e poi di Imbula, Babacar , Shakhov e man mano degli altri, tenendo conto che ci sono professionisti come Tabanelli, Lucioni, Majer, Calderoni, Petriccione, La Mantia e Lapadula, e tutti gli altri, proprio tutti, che impareremo a conoscere, generosi e sempre pronti al sacrificio, e si può soltanto sorridere.

Quel che accadrà si vedrà ma possiamo ben dire che il Lecce c’è.

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Pubblicato il: 17 settembre 2019

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