Emozione Scavone: “Il Lecce è una famiglia, ringrazio tutto il popolo giallorosso”

Il presidente Saverio Sticchi Damiani ci ha tenuto a fare gli onori di casa e a ringraziare tutti i "protagonisti" di Lecce-Ascoli: "Manuel è con noi e solo ora possiamo ringraziare tutti gli autori dei suoi soccorsi"

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Updated: febbraio 6, 2019
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Manuel Scavone, centrocampista U.S. Lecce

LECCE (di Carmen Tommasi) – Il cuore oltre l’ostacolo, la razionalità che vince sulla paura, la vita che ha la meglio sulla morte e lo spirito di gruppo che supera ogni tipo di titubanza: la terribile “vicenda” di Manuel Scavone può riassumersi proprio così (LEGGI QUI). Il centrocampista giallorosso -dopo il brutto scontro di gioco fortuito con Beretta in Lecce-Ascoli e le relative conseguenze- è tornato a parlare in conferenza stampa con il cuore ricco di gioia e con gli occhi visibilmente emozionati: “L’incontro con la mia famiglia dopo il brutto episodio? Non ci sono state molte parole, ma dei forti abbracci e tanta emozione. Mia moglie era a casa con i miei due figli (Sebastian, di quasi 4 anni, e Greta di pochi mesi, ndr) a vedere la partita ed ha passato dei momenti davvero brutti. Non sono di molte parole, ma tengo a ringraziare tutto il popolo giallorosso -ha chiosato Scavone, 31 anni- perché in questi giorni mi sono arrivati tantissimi messaggi, a testimonianza della loro vicinanza e questo mi ha riempito il cuore. Ringrazio anche chi settimanalmente affronto sul campo come avversario, sono stati tanti a farsi sentire e questo mi ha fatto tanto piacere. Un ringraziamento sentito va alla famiglia del Lecce. Tante volte si usano parole che, poi, non corrispondono alla realtà, ma non è il nostro caso. Tutta la società mi è stata vicina e questo mi ha dato una grossa forza”.

AFFETTO IMMENSO – L’ex Parma ringrazia anche i suoi compagni di squadra e non vede l’ora di ritornare in campo, ma si dovranno valutare i tempi del colpo subito alla spalla destra (lussazione dell’acromion claveare): “I miei compagni? Sicuramente non c’era bisogno di questa brutta avventura per capirlo, ma siamo un gruppo fantastico. Un ringraziamento, non certo per ultimo, va a tutte le persone che sono intervenute in mio soccorso. Ho avuto modo di rivedere le immagini dello scontro. Mi sembra come se fosse successo ad un’altra persona. Di venerdì sera ricordo solo il minuto di silenzio e il fischio d’inizio. Ora vedremo quali saranno i tempi di recupero, ma il mio auspicio è che siano più brevi possibili. Voglio aiutare i miei compagni a raggiungere l’obiettivo prefissato…”.

Sticchi Damiani

L’avvocato Saverio Sticchi Damiani

IL PRESIDENTE – In conferenza stampa il presidente Saverio Sticchi Damiani ci ha tenuto a ringraziare tutto il personale che è intervenuto venerdì sera per salvare la vita all’ex Parma: “Dopo ore e giorni delicati abbiamo Manuel con noi e ora, con più tranquillità, possiamo ringraziare tutti i protagonisti dei suoi soccorsi. Siamo felici di avere a disposizione questo staff sanitario e questa equipe medica che si è dimostrata da serie A. Devo anche ringraziare il presidente della Lega Calcio di Serie B Mauro Balata e alla sensibilità che ha dimostrato con il rinvio immediato della gara. E’ un precedente unico, che va utilizzato con cautela perchè non deve diventare un pretesto di tutti. Il Lecce è una famiglia, tutti ci siamo preoccupati, tutti oggi voltiamo pagina più forti di prima. Manuel ci ha fatto prendere un bello spavento, ma ora pensiamo a tornare protagonisti di questo campionato straordinario che stiamo facendo”.

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Alcuni dei protagonisti della “famiglia” Lecce

ECCO PALAIA – La parola passa, poi, al responsabile dell’area sanitaria il dottor Giuseppe Palaia: “Manuel ti amo (si rivolge sorridendo a Scavone, ndr). Mi sono innamorato di  Scavone, perchè l’ho baciato e ora sento qualcosa dentro.  Scherzi a parte, abbiamo lavorato tutti con grande sincronismo. Ho creduto in questi soccorsi e in queste pratiche dagli anni Ottanta, quando già portavo il defibrillatore semiautomatico sui terreni di gioco. Ora tutto si è evoluto, siamo stati maestri e pionieri. L’ambulanza ha tardato per volontà nostra, perchè volevamo l’ingresso in campo solo dopo che il calciatore ha iniziato a rispondere alle sollecitazioni praticate da noi sul posto. A quel punto, serviva l’ambulanza“.

COESIONE – La pensa, come il suo collega, anche il medico sociale, Giuseppe Congedo: “Quello che mi ha colpito è stata la coordinazione fra di noi, era come se ci fosse una regia che ci dava ordini ben precisi, per cui ognuno di noi ha fatto qualcosa per rimettere in sesto Manuel e ci siamo riusciti. Questa è una grandissima cosa perché difficilmente in momenti del genere si riesce ad essere freddi e a trovare un’intesa comune. Il tutto ha lasciato degli strascichi a Manuel che ha un problema alla spalla nei prossimi giorni faremo una consulenza specialistica ortopedica e decideremo se intervenire oppure no”.

THE FIRST – Il massofisioterapista, Graziano Fiorita, è stato il primo a soccorre l’ex Parma: “Io sono stato il primo ad arrivare e mi sono preoccupato di seguire il protocollo, preoccupandomi di controllare se fossero libere le vie aeree. Ci tengo a ringraziare il Presidente che tiene tantissimo alla formazione e tutti i miei medici, perché se ho fatto le cose in modo corretto è grazie a loro. D’altronde quando si hanno in squadra Messi e Ronaldo (si riferisce a Palaia e Congedo, ndr) la vittoria è garantita”.

In sala stampa erano presenti anche il cardiologo Antonio Tondo, il rianimatore Maurizio Tiano e Maurizio Scardia, direttore centrale operativa 118 provinciale, e Antonio Zecca presidente C.R.I. Lecce e Donato Provenzano (responsabile della sicurezza per l’U.S. Lecce), per quella che è stata una serata “terribile”, finita nel migliore dei modi, che rimarrà nella storia dell’U.S. Lecce e non solo. “Tutto è bene quel che finisce bene” e Manual Scavone, con il cuore rotto dall’emozione ce lo ha raccontato.

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Pubblicato il: 6 febbraio 2019

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