Testa e cuore… punto d’oro col Perugia

Piedi per terra, petto in fuori, testa e cuore… è già ora di pensare al Brescia. Il resto lo scopriremo strada facendo!

By
Updated: dicembre 9, 2018
Lecce-Perugia
Lecce-Perugia

Lecce-Perugia

LECCE (di M.Cassone) – Un pomeriggio diverso dagli altri, un pomeriggio dedicato ai bambini di Cuore Amico, iniziato con la consegna della targa, in segno di riconoscimento per la vicinanza, del Presidente di Cuore Amico, Paolo Pagliaro, al Presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, e poi il minuto di silenzio prima del fischio d’inizio in memoria di un grande allenatore scomparso in settimana, Gigi Radice.

È il pomeriggio dell’abbraccio tra due amici, ex compagni in campo, colleghi allenatori oggi, Liverani e Nesta, è il pomeriggio di Lecce e Perugia che in campo non si risparmiano nulla.

Le squadre iniziano al piccolo trotto e la gara non è bellissima nel primo tempo perché è ingabbiata nei tatticismi esasperati e gode solo dei piedi vellutati di Falco tra giallorossi e di Verre tra i biancorossi e della corsa del 19enne nigeriano Kingsley che ha una marcia in più rispetto a tutti quando corre.

Nel secondo tempo si infiamma e ancora si sente il rumore del palo colpito da Mancosu e lo scricchiolio dei guanti di Vigorito, oppure chiamatelo superVigoMan, che in circa 15 minuti si tatua sul petto la S del supereroe della Marvel e schiaccia i pericoli come fossero noccioline, prima su Melchiorri, poi su Han e poi ancora su Melchiorri, oggetto del desiderio giallorosso in estate,  e nel mezzo Petriccione salva sulla linea un colpo di Dragomir.

Minuti di panico per i padroni di casa che però riescono a gestire tutto con freddezza, comprendono che devono difendersi, che devono portare a casa il punto a casa e fanno passare la tempesta, poi provano a riversarsi in avanti ma non riescono nel prodigio di prendere più d’un punto, perché d’altronde è quello che meritano, un pareggio, il risultato è giusto ma avrebbe meritato di più il Perugia.

C’è da dire che questo Lecce anche nelle difficoltà più ardue si comporta da squadra.

Un punto d’oro e non si tratta di accontentarsi ma di camminare con i piedi per terra, capire che ci sono anche gli avversari e che un punto è meglio di zero perché la chiave per aprire il cassetto dei desideri nascosti è la continuità… e questo Lecce continua a muovere la classifica anche quando non è bellissimo, anche quando l’avversario gioca meglio, perché il Lecce c’è anche nelle giornate più difficili.

Arriveranno altri pareggi ed altre sconfitte… ma il Lecce c’è. Mancano 15 punti alla matematica salvezza e poi ci sarà da divertirsi.

Piedi per terra, petto in fuori, testa e cuore… è già ora di pensare al Brescia.

Il resto lo scopriremo strada facendo!

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Pubblicato il: 9 dicembre 2018

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *