Il “Falco” di Pulsano… scopriamo qualcosa in più

Filippo è un ragazzo d’altri tempi, è poco avvezzo alla mondanità ed è legato molto alla sua terra, al suo paese, alla sua famiglia

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Updated: luglio 5, 2018
Falco, foto Schiavone

LECCE (di M.Cassone) – Nasce a Pulsano in provincia di Taranto l’11 febbraio 1992, inizia a calciare i suoi primi palloni nel Bari che lo svincola a sorpresa; poi il provino nella Lazio, sembrava fosse andato tutto bene e partì per Roma ma l’approdo saltò per un cambio ai vertici del settore giovanile della squadra biancazzurra. Fu quello l’episodio che aprì le porte di Lecce e del Lecce a Filippo Falco. E proprio nella Primavera della squadra salentina colleziona numeri da funambolo tanto da guadagnarsi il soprannome che lo precede spesso, “Messi del Salento”. Nacque tutto per caso, durante un allenamento, quando il “rapace” di Pulsano superò diversi compagni in slalom e depositò la sfera alle spalle del portiere, fu a quel punto che Giovanni Marullo, compagno di squadra, esclamò: “E tu chi sei? Il Messi del Salento”. Una frase buttata lì, un complimento, una battuta, diventato segno distintivo di un ragazzo che però fa dell’umiltà la sua corazza.

Ha un hobby, ama il tennis e adora Roger Federer.

Filippo è un ragazzo d’altri tempi, è poco avvezzo alla mondanità ed è legato molto alla sua terra, al suo paese, alla sua famiglia: ha una sorella, Perla, e due fratelli, Marco e Roberto. Con papà Piero ha un legame forte ed è proprio lui ad averlo accompagnato in ogni sua esperienza dal primo giorno fino a lunedì 4 luglio 2018 quando si è recato in Via Col. Costadura a Lecce per firmare il triennale che lo lega ai giallorossi.

Falco, foto Schiavone

Falco, foto Schiavone

Brevilineo fantasioso, veloce e tecnico, estrare sempre dal cilindro un dribbling secco, a testa alta salta l’uomo e crea la giocata utile per gli attaccanti, nasce trequartista, il ruolo dove riesce ad esprimersi senza ancoraggi tattici, ma gioca tranquillamente da esterno anche nel 4-3-3 a piede inverso, lui è un sinistro, come ha fatto nella maggior parte dei casi negli ultimi anni, ma può giocare anche come seconda punta.

Falco ritorna a Lecce all’età giusta e con un bagaglio di esperienze che potrà aiutarlo nella sua consacrazione finale.

Ripercorrendo a ritroso la sua carriera ci accorgiamo che dopo aver esordito nei professionisti in Prima Divisione, con la maglia del Pavia in prestito, giocando 31 partite con 8 gol, ritorna a Lecce nella prima stagione di Lega Pro della squadra salentina, dopo la mannaia della doppia retrocessione. Scende in campo 29 volte e segna 2 gol; l’anno dopo passa in prestito alla Reggina in B e dopo 3 presenze va alla Juve Stabia sempre in B. L’anno dopo il Lecce lo cede in prestito al Trapani e in 34 partite mette segno ben 12 assist e sigla 2 gol. A fine stagione rientra alla base ma non vuole giocare più in serie C e chiede di essere ceduto. C’è il Bologna dietro ai suoi mugugni a tal punto che lascia il ritiro in prossimità della gara di Coppa, è il caldo agosto della prima stagione dell’insediamento della nuova società, messa insieme da Saverio Sticchi Damiani, che dirama un comunicato stampa che abbiamo rispolverato:

“L’U.S. Lecce vuol rendere pubblico un comportamento intollerabile tenuto da un suo tesserato. Il calciatore Filippo Falco, sebbene convocato per la gara di questa sera con il Catanzaro, ha abbandonato senza alcuna autorizzazione il ritiro della squadra. La società non può tollerare simili comportamenti, che denotano una totale mancanza di rispetto verso la stessa, la squadra nel suo complesso, e verso i tifosi leccesi, a maggior ragione se tenuti da un giocatore che è cresciuto nel vivaio giallorosso. È inverosimile il poter pensare che determinati atteggiamenti possano indurre la società a favorire una eventuale cessione a condizioni diverse da quelle stabilite dall’U.S. Lecce. Il calciatore in questione verrà multato con il massimo della sanzione possibile per fattispecie di questo tipo, previa specifica segnalazione al Collegio Arbitrale della Lega Pro”.

Parole dure dettate dalla delusione generata da un atteggiamento che il ragazzo poteva evitare ma la sua testa era altrove, la sua ambizione in quel momento non poteva rimanere prigioniera della terza serie e consigliato anche da chi cura i suoi interessi, si allontanò dal ritiro. La sua cessione, però, ricordiamo che fruttò alla squadra salentina un milione e 200mila euro.

In tre stagioni, poi, veste le maglie di Cesena, Bologna, Benevento dove si rivela uno dei maggiori protagonisti della promozione nella massima serie della “strega”, e poi quelle di Pescara e Perugia prima di essere cercato da Mauro Meluso, e non esita un attimo a dire di “Sì” nonostante altre offerte.

Ed eccolo dunque nella città barocca a completare un’opera lasciata in sospeso e perché no, per farsi perdonare quel piccolo neo… ma se l’ha cercato la società che subì quel torto e lui ha risposto “Obbedisco” significa che è giunta l’ora per il “Falco” di tornare a volare sul Via del Mare… nelle sue gambe e nel suo estro ci sono i numeri giusti per riuscire a penetrare l’animo anche dei tifosi più scettici.

Il post di Falco su Instagram

Il post di Falco su Instagram

E lui ricomincia, dopo la firma, da una foto su Instagram e da una frase semplice, netta e chiara: “Il mio sorriso esprime la soddisfazione di essere tornato. Tra le tante ho scelto Lecce perché qui è casa mia. Ce la metteremo tutta. Forza Lecce”.

Inizia così una nuova avventura che racconteremo con dovizia di particolari.

 

 

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Pubblicato il: 5 luglio 2018

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