Serie C, campionato mortificato dalle penalizzazioni; urge una riflessione generale

Siamo al rush finale di questa stagione e la classifica è stata ancora stravolta dalla decisione (giusta) di penalizzare le squadre inadempienti per violazioni CO.VI.SO.C

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Updated: aprile 18, 2018
serie C

Una riflessione è d’obbligo e dovrebbero farla gli uomini che nella stanza dei bottoni lavorano per dar vita, di anno in anno, al campionato di serie C.

Siamo al rush finale di questa stagione e la classifica è stata ancora stravolta dalla decisione (giusta) del TFN di penalizzare le squadre inadempienti per violazioni CO.VI.SO.C. (leggi qui).

La domanda è una: possiamo ancora definire regolare un campionato che perde pezzi continuamente?

Guardiamo il caso del Matera che si ritrova d’un tratto in tredicesima posizione mentre prima era in ottima posizione per conquistare i playoff. I lucani che sono a quota 40 punti (leggi qui) hanno subito in totale 9 punti di penalizzazione mentre sarebbero dovuti essere al 5° posto; con quale spirito ed entusiasmo giocherà le restanti gare?

Perché non si riescono ad evitare queste incresciose situazioni?

Questa è solo una domanda lanciata nel vuoto sperando che possa aiutare qualcuno a riflettere perché una serie C di tre Gironi con squadre che non riescono più a gestire i pagamenti degli stipendi ai calciatori, altro non è che un campionato dispendioso, che scimmiotta le serie maggiori, ma con entrate veramente minime per i club, e per questi motivi dovrebbe essere ripensato e riproposto in una maniera diversa. È una domanda che prima o poi dovrà porsi chi ha il compito, ai vertici, in Lega, di muovere “fili e burattini” di questo teatrino che rischia di diventare sempre più triste… basta guardare la situazione dell’Akragas che giace, già retrocesso, e moribondo a 6 punti in classifica, penalizzato di 9 punti.

Le squadre penalizzate in questa stagione nel Girone C, che è quello che stiamo prendendo in esame, sono Akragas, Fidelis Andria, Catanzaro, Matera e Siracusa, praticamente quasi un terzo.

C’è qualcosa che non va e non è assolutamente giusto che accada tutto ciò, non è giusto per quelle società che investono cifre importanti per tentare la scalata alla serie B, non è giusto per le società che con calcoli certosini non fanno mai il passo più lungo della gamba; e non è giusto, infine, per tutti i tifosi che con sacrificio seguono la loro passione.

 

 

 

 

 

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Pubblicato il: 18 aprile 2018

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