Questo è il momento di Liverani, le soluzioni deve trovarle lui

Purtroppo, com’è normale che sia, tornano ad aleggiare i fantasmi del passato che urlano terrore

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Updated: aprile 1, 2018
Armellino e Liverani
Liverani

Liverani

LECCE (di M.Cassone) – Scivola ancora il Lecce che non riesce più a ritrovare la giusta via. Non c’è più il Lecce della lunga striscia positiva, non c’è più perché si è accartocciato sulle proprie paure spinto da un integralismo tattico che non trova vie di fuga.

Purtroppo, com’è normale che sia, tornano ad aleggiare i fantasmi del passato che urlano terrore.

Dopo una settimana trascorsa con due slogan ben precisi “Cinque vittorie” e “Siamo artefici del nostro destino” la squadra di Liverani scivola ancora e si ritrova a non essere più artefice del proprio destino. Il + 4 si trasforma in + 2 sulle avversarie Catania e Trapani che continuano a vincere e l’unica nota positiva per i giallorossi, in questo momento caotico, è che nella giornata in cui riposerà ci sarà lo scontro diretto tra le due concorrenti. Da adesso, fino al termine, i giallorossi dovrebbero solo vincere sperando in un passo falso delle altre altrimenti saranno di nuovo playoff e il suicidio perfetto sarà stato completato.

Come abbiamo sempre scritto, e lo ripetiamo, questa squadra non è la più forte del girone perché ce ne sono altre due alla pari. Questo però poco importa quando si ha un vantaggio considerevole e lo si spreca malamente come ha fatto il Lecce.

Mister Liverani è colui che ha portato in alto questa squadra,  per lui nutriamo una grande stima; adesso mister Liverani deve trovare le soluzioni, altrimenti si fallisce tutti insieme, e così fallisce anche il progetto del direttore sportivo Mauro Meluso che nella gara contro il Siracusa è stato allontanato ancora dal terreno di gioco, ed è il direttore sportivo più espulso della storia del Lecce.

Il tecnico romano ha portato con sé il suo modulo preferito, il 4-3-1-2, anche se in rosa non aveva quel famoso trequartista ed ha alternato diversi calciatori. Con quel sistema di gioco, che prevede una velocità di esecuzione certosina, ha inanellato una serie impressionante di risultati comandando il girone per gran parte del campionato, e in molte occasioni è stato anche bello oltre ad essere concreto. E quando le cose vanno bene, vanno bene per tutti, il risultato è l’unica cosa che conta, sempre, perché fuggire via dalla C è l’unico desiderio di tutti.

Poi qualcosa si inceppa, arriva il momento del calo; è fisiologico. I calciatori, però, di fronte ai problemi non riescono a reagire, di fronte agli errori subentra la paura di sbagliare ancora e si continua a sbagliare inesorabilmente, accade tutto molto in fretta, il Lecce cade e non riesce a rialzarsi.

Armellino e Liverani

Armellino e Liverani

Quello che non è normale e nemmeno fisiologico, secondo il mio modesto parere, è il modo in cui l’allenatore sta affrontando questo momento. Le riflessioni sono diverse. Com’è possibile che il mister, ex centrocampista prodigio, non riesca ad accorgersi che la sua squadra, nelle ultime gare, rimane ingabbiata a centrocampo soffrendo la superiorità numerica degli avversari che infoltiscono sempre quel settore? Perché ostinarsi ad avere il trequartista (?) in campo quando si potrebbe giocare un calcio più semplice; perché non mettere da parte questo “rombo spuntato” che non punge più nessuno e posizionarsi in campo in maniera più naturale? Perché sprecare palloni con lanci lunghi alla ricerca della spizzata e non cercare verticalizzazioni veloci per trovare spazi e corridoi per un attaccante come Di Piazza che potrebbe veramente fare la differenza e fissarsi in un gioco sterile sviluppato per vie centrali? Perché sostituire Armellino, nell’ultima gara, fino a quel momento il migliore in campo? Non si meravigli il mister, se uscendo, il calciatore, non è riuscito a  nascondere la delusione per una sostituzione insensata, ma si ponga delle domande.

Queste sono delle riflessioni che bisogna fare, senza nessuna caccia alle streghe, perché nulla ancora è perso e perché ancora tutto è possibile. Abbiamo sempre scritto e detto che questo spogliatoio fatto da primedonne era ben tenuto da mister Liverani, unica vera primadonna della situazione, ora però, di fronte all’irta salita deve stare attento il mister a non perderlo di mano quello spogliatoio altrimenti il patatrac poi sarà completo e non ci sarà nemmeno più il tempo di pensare a quello che va bene e a quello che va male, perché tutto sarà naufragato.

Il fallo su Mancosu

Il fallo su Mancosu

Discorso a parte meritano gli arbitraggi che continuano a togliere punti al Lecce, ma non è una scusante oppure un alibi che vogliamo accordare alla squadra, ma è qualcosa che si sta verificando puntualmente; anche contro il Siracusa l’arbitro ha sbagliato non concedendo almeno un calcio di rigore netto su Mancosu che forse avrebbe cambiato la storia della gara. Il Lecce, contro gli aretusei, avrebbe meritato la vittoria, le occasioni le ha create nel secondo tempo, ha avuto anche sfortuna, ma non ha avuto la forza di imporsi.

Concludo scrivendo che questo è il momento di Liverani, le soluzioni deve trovarle lui; d’altronde la società ha già dato tutto. I calciatori? Dimostrino di non essere da serie C, null’altro, per ora.

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Pubblicato il: 1 aprile 2018

2 Comments

  1. Gianfranco Quarta

    1 aprile 2018 at 17:48

    Ciao Ragazzi.
    Voglio darvi una informazione di carattere,
    Avuta da fonti discutibili.
    Il sig. cipriani di Empoli è il figlio di
    LORIANO CIPRIANI ex attaccante del nstr.Lecce
    degli anni 1983/84 compagno di squadra di
    LUCARELLI (ALL. CATANIA ).
    Su internet c’è spiegato letteralmente che Catania è una fede per lui.
    Lascio qualsiasi INTERPRETAZIONE DEL CASO….
    MA CHIEDO CHE LA SOCIETÀ FACCIA LUCE SU QUESTO……

    • Massimiliano Cassone

      1 aprile 2018 at 22:29

      Abbiamo pubblicato un articolo per rispondere alla tua segnalazione e anche ad altre che sono arrivate in privato, carissimo Gianfranco trovi l’articolo sul nostro sito.

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