Il Lecce convince, Liverani ha conquistato tutti

Fabio Liverani, romano classe ’76, con un passato alle spalle da signore del centrocampo, da pensatore delle geometrie del calcio, sta dimostrando a Lecce che è fatto della pasta dei grandi allenatori

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Updated: novembre 12, 2017
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LECCE (di M.Cassone) – Un allenatore vincente lo riconosci subito non solo dai risultati ma anche dal coraggio e da quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci. Per essere vincente un allenatore deve avere un bagaglio di esperienza importante (sul campo), deve conoscere la materia che insegna ai suoi ragazzi e deve avere il mix giusto di cattiveria, determinazione, coraggio e bontà: deve essere giusto con tutti, deve essere equilibrato. Le vittorie sono solo una conseguenza di un lavoro certosino svolto tutti i giorni sia sul campo che in “aula”.

Fabio Liverani, romano classe ’76, con un passato alle spalle da signore del centrocampo, da pensatore delle geometrie del calcio, sta dimostrando a Lecce che è fatto della pasta dei grandi allenatori. Quello che accadrà dopo, il futuro ad esempio, nessuno può prevederlo, nessuno ha la sfera di cristallo. Guardare, analizzare, e valutare le cose che sono accadute dal suo arrivo a Lecce è semplice.

Nei numeri rimbomba l’eco dell’ottimismo, perché i numeri sono sempre fatti inopinabili.

Il Lecce 2017-18, che aveva iniziato con mister Rizzo aveva messo in saccoccia 4 punti in 3 gare (V.Francavilla – Lecce 1-1 / Lecce – Trapani 2-1 /Catania – Lecce 3-0), vincendo poi contro il Rende  1-0 nell’unica gara di Maragliulo in panchina, con Fabio Liverani al timone ha giocato 10 gare collezionando 26 punti (Catanzaro – Lecce 1-3 / Lecce – Bisceglie 3-1 / Lecce Sicula Leonzio 3-2 / Juve Stabia – Lecce 2-3 / Lecce – Akragas 0-0 / Matera – Lecce 0-1 / Lecce – Cosenza 1-0 / Andria – Lecce 1-1 / Lecce – Casertana 2-1 / Siracusa-Lecce 1-3). Una media punti di 2,60 a partita frutto di 8 vittorie e 2 pareggi, una spinta propulsiva in avanti che ha generato il primo tentativo di fuga della stagione nel girone C, dove Catania e Trapani saranno agguerrite fino alla fine.

Tsonev

Tsonev e Armellino

Rimettendo i numeri al loro posto, però, continuiamo a dire che un buon allenatore fa delle scelte coraggiose, a volte impopolari e inspiegabili, ha una visione delle cose che gli permette di guardare al campo ancor prima di calcarlo. E Liverani fa tutto questo, lo stiamo vedendo giornata dopo giornata, lo stiamo ammirando, molte volte senza comprenderlo; lui ha la grande capacità di tenere tutti i suoi calciatori sulla corda e farli sentire veramente tutti titolari.

Tornando alla gara di Siracusa vinta dal Lecce per 3-1 con le reti di Di Piazza (devastante), Armellino (guerriero) e Tsonev (talento), che ha offerto una prova di maturità e un atto di forza superbo, nonostante la defezione iniziale di Mancosu e gli infortuni in corso di Di Matteo e Costa Ferreira, dobbiamo evidenziare con una doppia linea gialla fluorescente la presenza in campo dal primo minuto di Torromino (nonostante l’errore contro la Casertana) che gioca una buona gara, e di Tsonev, il giovane talento bulgaro, che mette il punto esclamativo sulla gara con un gran gol e con una prestazione di ben altra categoria. Due scelte che dimostrano la personalità, il carisma, e la bontà delle  idee del tecnico romano che muove sullo scacchiere i suoi scacchi e punta dritto allo scacco matto, con pazienza, intelligenza e parsimonia. A questo aggiungiamo la valorizzazione di Riccardi e la panchina che riserva a tutti, senza guardare in faccia nessuno, pensando soltanto al bene della squadra e del suo progetto.

Di Piazza

Di Piazza

Ciò detto, seppur si viaggi ad alta quota, con l’entusiasmo alle stelle, bisogna rimanere con i piedi ben saldi a terra perché arriveranno i cali fisiologi con pareggi e qualche sconfitta, e accadrà perché non si può, umanamente parlando, viaggiare a questa media. Ci sono ancora delle cose da sistemare, c’è tanto da lavorare, ma la sensazione è una: il Lecce ha imboccato la strada giusta. Si prosegua tutti insieme, umilmente ma coscienti delle proprie forze, certi che bisognerà dimostrare di essere ancora più forti quando arriverà qualche sconfitta e serviranno consapevolezza, lavoro, e orgoglio per diradare ogni nuvolone.

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Pubblicato il: 12 novembre 2017

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