È il Lecce di Liverani: una squadra compatta che esprime concetti semplici

Negli anni scorsi e anche all’inizio di questa stagione abbiamo spesso detto che per recitare un ruolo da protagonista, il Lecce, non doveva sbagliare l’approccio alla gara e doveva calarsi completamente nella mentalità di una categoria aspra qual è la serie C. Ci sono voluti cinque anni e due gestioni societarie per riuscirci ma ora è sotto gli occhi di tutti il mutamento della compagine giallorossa guidata da Fabio Liverani

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Updated: ottobre 31, 2017
Liverani e il suo vice, Coppola

LECCE (di M.Cassone) – Una vittoria sofferta quella contro il Cosenza? Assolutamente no, forse è stata una vittoria difficile per la difficoltà riscontrata nello scardinare un modulo che in fase difensiva diventava un fortino con la maggior parte degli uomini di Braglia dietro la linea della palla, questo sì… ma è stata una vittoria di carattere e meritata.

Negli anni scorsi e anche all’inizio di questa stagione abbiamo spesso detto che per recitare un ruolo da protagonista, il Lecce, non doveva sbagliare l’approccio alla gara e doveva calarsi completamente nella mentalità di una categoria aspra qual è la serie C. Ci sono voluti cinque anni e due gestioni societarie per riuscirci ma ora è sotto gli occhi di tutti il mutamento della compagine giallorossa guidata da Fabio Liverani.

Ed è proprio di questo che dobbiamo disquisire in maniera obiettiva. Il Lecce ha un allenatore capace di leggere bene le partite e di gestire al meglio le forze che ha in rosa. A questo aggiungiamo che questa squadra dispone di elementi di caratura ben superiore a questa categoria che in qualsiasi momento possono risolvere la gara e se tutto ciò è fatto nell’ambito di una chiara idea di gioco e di una espressione caratteriale consapevole delle proprie forze tutto diventa più semplice.

Mancosu

Mancosu

Il gol di Mancosu non ha bisogno di ulteriori commenti, è un capolavoro, è una chicca. Così come è palesemente evidente che il Cosenza abbia una rosa di calciatori in grado di portarla ai playoff e che in questo momento naviga in una posizione bugiarda di classifica. Sicuramente Braglia saprà tirarla fuori da quest’imbarazzo; non era il Via del Mare il posto dove racimolare punti, perché il Lecce si sta dimostrando squadra che vuole raggiungere il proprio obiettivo.

I giallorossi sono stati cinici e compatti, non bellissimi, assolutamente no, ma ci sono giornate, vedi contro l’Akragas, in cui si è bellissimi e non si raccoglie quello che si merita e ci sono giornate in cui anche una ventata di buona sorte soffia dalla parte giusta. Il primato però, e il primo accenno di fuga, è ampiamente meritato ed evidenzia il lavoro di un allenatore che ha conquistato tutti per la serietà e per la sua metodologia.

Alla fine della gara, nella notte, Matteo Di Piazza escluso ancora una volta dall’undici titolare, posta sui social un commento con immagine, sembra uno sfogo. Potrebbe essere uno sfogo legato soltanto alla voglia di voler giocare sempre e questo può starci, sarebbe meglio però non “fidarsi” dei social. Così come potrebbe trattarsi d’altro, di un pensiero extra calcistico. Di Piazza è un attaccante forte che deve solo saper aspettare il suo momento, è un calciatore capace di segnare da ogni posizione, ed è devastante nelle ripartenze e Liverani saprà come adoperarlo al meglio nel corso di questa lunga stagione.

Di Piazza

Di Piazza

È fondamentale però capire, per tutti, che c’è un allenatore che ha una rosa importante e deve fare delle scelte, e ha dimostrato fino ad oggi di trattare tutti allo stesso modo, dando priorità al gruppo, alla squadra, all’obiettivo. Non ci sono “figli e figliastri”, ci sono 11 calciatori che partono dall’inizio e tutti gli altri che possono diventare basilari e decisivi a gara in corso; questo è un concetto semplice, che devono capire tutti.

Non ci sono prime donne: c’è solo il Lecce.

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Pubblicato il: 31 ottobre 2017

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